La Terra di Paride - Ceramica romana

Riproduzioni archeologiche; ceramica romana

La ceramica comune: ceramiche grezze da cucina resistenti al fuoco, da mensa, etc. (olle, pentole, tegami,coperchi (ceramica da cucina); piatti, coppe, bicchieri, brocche (ceramica da mensa); bacini, mortai (ceramica per la preparazione dei cibi); unguentari e i balsamari (vasi da toilette)

La ceramica a pareti sottili: Vasellame fine da mensa, vasi per bere, bicchieri, tazze, coppe

La terra sigillata italica: Con il termine terra sigillata viene indicata una ceramica fine da mensa rivestita da una vernice rossa brillante con decorazione a rilievo, prodotta in tutto il mondo romano con caratteristiche proprie a distinguere la sigillata italica da quella gallica, ispanica, africana e orientale. La ceramica sigillata italica veniva prodotta ad Arezzo e presenta una decorazione a rilievo da cui ne deriva il nome: infatti il termine latino sigillatus significa proprio “sbalzato”, “ornato da figure a rilievo” (da sigillum, “piccola figura”). Nella superfice interna del vaso veniva impresso il bollo con nomi di schiavi ceramisti od i titolari delle officine. La terra sigillata tardo-italica veniva prodotta in Etruria, Ostia a Pompei.

Ceramica a vernice nera: La produzioni a vernice nera Campana si avviano dopo il 200 a.C. ad Ischia utilizzando l’ottima argilla rossa locale.

Le anfore dell’Italia romana: Le anfore sono contenitori destinati al trasporto navale delle merci, vino, garum (salsa di pesce) olio, olive, frutta; Nell’Italia tirrenica, a partire dalla metà del II sec. a.C. e per tutto il I a.C., viene prodotto un tipo di anfora denominata Dressel 1 dal nome dello studioso che per primo la individuò negli scarichi di Roma, dal corpo cilindrico terminante in un puntale "a bottone", spalla pronunciata, lungo collo troncoconico, anse verticali. Un altro tipo di anfora vinaria è la Lamboglia 2, dal nome dello studioso che lo localizzò per la prima volta in un relitto di Albenga. Alla fine del I sec. a.C. le Dressel 1 e Lamboglia 2 vengono sostituite dalla Dressel 2-4 con collo lungo e cilindrico, pancia ovoide; anse a gomito, puntale pieno. Le Dressel erano adibite al trasporto dei vini pregiati dell’Italia centromeridionale: il Fundanum di Fondi, il Falernum e il Caecubum dell’area vesuviana, il Formianum di Formia. Nell’agro brindisino viene prodotta con successo, a partire dalla fine del II sec. a.C., un’anfora olearia detta anfora di Brindisi; pancia ovoide con spalla arrotondata, fondo a bottone e anse a bastoncello.

Le lucerne dell’Italia romana: Le caratteristiche di una lucerna sono il serbatoio destinato a contenere l’olio, provvisto di un foro di alimentazione, e il becco, dal quale esce la fiamma. La prima classificazione delle lucerne romane fu opera di H.Dressel.


Ceramica comune

Ceramica comune

Ceramica in terra sigillata

Ceramica in terra sigillata

Anfore vinarie

Anfore romane

Lucerne romane

Lucerne romane